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31 DICEMBRE
(l'iniziativa
prosegue fino alla mezzanotte del 6 gennaio)
In
occasione delle feste natalizie sopravvive in alcune
località l’usanza di accendere un
tronco di quercia alla
vigilia di Natale.
Sul
ceppo si sistemava altra legna che bruciava più facilmente sicché esso
si consumava lentamente durante i dodici giorni natalizi fino
all’Epifania che rappresentano i dodici mesi dell’anno.
Ora,
questa tradizione è stata ripresa dal 1992 a Terra del Sole e, in forma
più attuale, si accende nella
grande piazza, a fianco dell’albero di
Natale, installato dalla Ass. Pro Loco ed illuminato da oltre 2000
lampadine colorate, un grande camino e al riverbero e al calore del
fuoco ci si ritrova per scambiarsi gli auguri, i doni, ma anche per bere
in compagnia e
mangiare le pietanze tipiche invernali.
La
sera di Natale si procederà all’accensione
e all’uscita della messa di mezzanotte verrà offerto a tutti
vino brulé e si proseguirà poi fino alla mezzanotte dell’Epifania,
momento nel quale il Fuoco verrà spento.
Una
volta, quando nelle case c’era ancora il camino, si usava accendere il
“ceppo” dopo aver recitato l’Ave Maria.
Si
diceva che serviva per <<scaldare il bambin Gesù>> e doveva
bruciare fino all’alba, ma non consumarsi del tutto perché lo si
doveva riaccendere ogni notte, fino all’Epifania, affinché portasse
fortuna.
I
suoi resti si sotterravano in parte in campagna per preservare i
prodotti dalle intemperie e in parte si serbavano per scongiurare le
tempeste, mentre quelli meno carbonizzati si riaccendevano quando
nascevano i bachi da seta per farli crescere forti e immuni da malattie.
La
tradizione vuole che al momento dell’accensione si dicesse:
<<Si
rallegri il ceppo, domani è il giorno del pane; ogni grazia di Dio
entri in questa casa; le donne facciano figliuoli, le capre capretti; le
pecore agnelletti, abbondi il grano e la farina, e si riempia la conca
di vino>>. Poi si benedivano i bambini che dovevano avvicinarsi al
camino e battere con le molle sul ceppo recitando una canzoncina detta
<<Ave Maria del Ceppo>> che aveva la virtù di far piovere
su di loro dolci e regalini.
Così,
ogni anno, una tradizione si rinnova e, nella filosofia del Gruppo del
Fuoco e della Pro Loco, si riaccendono amicizie e occasioni di incontro
sociale altrimenti disperse dalle
proposte consumistiche
“dell’usa e getta”. |