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Di
certo “La Fugarena “ è una delle più autentiche e antiche sagre
popolari: un grande falò al centro della vasta Piazza d’Armi
attorniato da una grande folla che si riscalda al suo riverbero,
illumina di vivo splendore gli edifici monumentali che delimitano il
centro di questa città-fortezza rinascimentale.
Legando
le tradizioni pagane con quelle cristiane, l’Associazione Pro Loco,
nel 1970, organizzò la prima edizione che fu un vero e proprio
successo.
Così,
di anno in anno, il programma è stato continuamente arricchito e
perfezionato raccogliendo
sempre più i favori del pubblico, che partecipa fin dal mattino,
numerosissimo, fino a sera, apprezzando in modo particolare il connubio
fra sport, cultura, folclore, tradizioni e gastronomia.
Durante
l’intera giornata si susseguono: una gara podistica per i viottoli
della campagna circostante, Art’infanzia la rassegna di arti creative
dell’infanzia, esibizioni musicali del Corpo Bandistico Comunale, il
tradizionale dono da parte dei coloni dei prodotti agricoli, che vengono
prima benedetti nella chiesa di S. Reparata e poi devoluti per scopi
benefici , giochi popolari (pentolaccia, corsa nei sacchi,
il gioco del
coniglio, la pittura di gruppo dove bambini grandi e piccoli, dipingono
un pannello di 20 mq. sotto l’abile guida di qualificati insegnanti, ecc. ecc.) ed infine la possibilità di acquistare specialità romagnole e
vino novello
agli stand gastronomici e poi degustarle comodamente seduti
all’interno del Palazzo dei Commissari Granducali nell’ampio
porticato che delimita il cortile. Fra le specialità preparate per
l’occasione troviamo la polenta con ragù ,la piadina alla lastra, la
piadina fritta, la bruschetta all’aglio, salsicce, pancetta e castrato in graticola, il tutto annaffiato da ottimi vini,
dal carattere deciso come il rosso sangiovese, o i
bianchi
trebbiano ed
albana in una straordinaria sensazione di
sapori che si congiungono e si fondono alle bellezze naturali ed
artistiche della città fortezza di Terra del Sole
“Al
fugarén” sono riti agresti legati strettamente a credenze pagane che
però furono continuate anche nell’epoca cristiana sia per
solennizzare la festività religiosa sia per ringraziare Dio per
l’abbondanza delle messi.

Questi fuochi sono
un' usanza molto antica che si collega al calendario romano, secondo il
quale l’anno iniziava col mese di marzo, dedicato a marte, Dio della
giovinezza e dell’agricoltura, oltre che della guerra.
Per salutare il nuovo
anno agricolo, quindi, verso sera i contadini accendevano nei loro campi,
grandi falò di sterpi per cercare di ottenere un buon raccolto.
Bambini ragazzi e
giovanette, quando il fuoco si levava alto nel cielo, si prendevano per
mano e cantavano una filastrocca, facendo un girotondo attorno alla
fiamma, mentre i più arditi prendevano la rincorsa e saltavano attraverso
di essa.
Poi
quando le fiamme erano spente, tutti saltavano la brace ardente, in segno
di purificazione e rientravano a casa.
Anche
la sagra de “La Fugarena” costituisce un rito agreste ribattezzato:
essa è liturgicamente legata alla Festa della Presentazione al Tempio
(21 Novembre), ma si riallaccia ad ancestrali usanze pagane al termine
dell’annata agraria.
Più
recentemente la festa è stata fatta coincidere con la Giornata del
Ringraziamento Dice il Placucci: “di Novembre fanno i tagli grossi
agli ulivi e potano i rami superflui .... potano alberi pomiferi, potano
viti vecchie, scapezzano salci e pioppe”.
Con
questi “sarmenti” si accende dunque “La Fugarena” per
ringraziare la divinità al termine dei raccolti (tra gli ultimi quello
dell’uva e delle olive) e per propiziare la benevolenza al momento
della semina.
Novembre
è infatti, per il colono, un mese cruciale in cui si tirano le somme
dell’annata e si imposta il futuro raccolto.
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